PRIMA TAPPA - ANCONA

BANCHINA SAN FRANCESCO

La Banchina San Francesco è il luogo da cui nel 1219 San Francesco salpò verso la Terra Santa.
Qui il Santo intraprese un viaggio di straordinaria importanza, spinto dalla sua incrollabile fede e da un desiderio ardente di pace.

La sua missione lo portò a incontrare il sultano al-Malik al-Kamil in Egitto, in pieno periodo di Crociate.
Questo dialogo, avvenuto senza armi e con spirito di fratellanza, rappresenta un evento unico nella storia.
Oggi la banchina non è solo un punto di partenza fisico ma un simbolo di pace e dialogo interculturale.
Da qui inizia un cammino ricco di storia e spiritualità che invita a riflettere sui valori di apertura e umanità che San Francesco ha lasciato in eredità a tutti.

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ANCONA - BANCHINA SAN FRANCESCO

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Cosa visitare

L’Arco Clementino, progettato da Luigi Vanvitelli nel XVIII secolo, è un’imponente porta d’ingresso ad Ancona dal porto. Realizzato in pietra d’Istria, l’arco di trionfo a fornice unico combina una variante dell’ordine dorico con decorazioni settecentesche. Elementi distintivi includono fregi con metope raffiguranti capesante in altorilievo, una trabeazione con triglifi e dentelli in stile ionico, e un attico con cimasa e targa inclinata, richiamanti altre opere vanvitelliane come la Mole. L’arco è un simbolo di eleganza architettonica e una testimonianza dell’abilità di Vanvitelli.

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La Fontana dei Due Soli, realizzata dall’artista Enzo Cucchi e inaugurata nel 2017 al Porto Antico di Ancona, celebra il legame tra la città e il mare. Simboleggia l’unicità di Ancona, dove il sole sorge e tramonta sul mare. Costruita in pietra d’Istria con ceramiche interne fiorentine, la fontana omaggia la Fontana del Calamo con 13 cannelle e riproduzioni della moneta medievale agontano. È un luogo d’incontro e un’opera attraversabile, immersa nella storia e nella bellezza del Porto Antico, accanto a monumenti come l’Arco di Traiano e le Mura romane.

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Nel cuore del porto di Ancona, lungo il Lungomare Vanvitelli, si erge la Casa del Capitano, un raro esempio di architettura medievale del XIII secolo. Questo edificio è uno dei pochi testimoni rimasti del rione medievale del Porto, un’area un tempo animata da edifici coevi, i cui resti sono ancora visibili negli scavi lungo la storica Via del Porto. Questa strada, una delle arterie più importanti della città, conserva il fascino e la memoria del passato.

La facciata della Casa del Capitano, rivolta verso il mare, è caratterizzata da eleganti arcate ogivali, sormontate da una fila di archetti ciechi che conferiscono al complesso una marcata verticalità e leggerezza. A impreziosire ulteriormente la struttura vi è un fregio floreale romanico, un’opera d’arte di grande valore che attraversa l’intero perimetro dell’edificio. Partendo dalla bocca aperta di una fiera scolpita sul lato destro, il fregio si sviluppa lungo la facciata, narrando una storia scolpita nella pietra.

Questo edificio non è solo un esempio di straordinaria maestria artistica e architettonica, ma anche un simbolo della memoria storica di Ancona, un legame tangibile tra il suo glorioso passato e il presente.

Il porto romano di Ancona, fondato nel IV secolo a.C. da una colonia di Siracusani, sfruttava la particolare conformazione dell’insenatura naturale che ha dato il nome alla città (dal greco ankon, gomito). Sebbene le tracce del periodo greco e siracusano siano scarse, gli scavi condotti tra il 1998 e il 2001 hanno riportato alla luce significative evidenze dell’antico porto romano, utilizzato dal periodo tardo repubblicano fino al V secolo d.C.

L’area conserva resti delle mura difensive del II secolo a.C., costruite quando Ancona divenne una base navale romana per il pattugliamento dell’Adriatico durante le guerre illiriche. Queste mura, visibili nei pressi del Lungomare Vanvitelli, sono composte da blocchi di arenaria.

Il porto era un nodo vitale del commercio tardo ellenistico, come dimostrano i beni di lusso trovati nei corredi tombali. Tra le strutture emerse, si trovano ambienti rettangolari di epoca augustea, utilizzati per la costruzione e la riparazione delle navi o come magazzini.

Nell’area del porto sorge anche la Casa del Capitano del Porto, un edificio medievale del XIII secolo miracolosamente scampato ai bombardamenti del 1943. La sua facciata verso il mare è ornata da un fregio floreale romanico che parte dalla bocca di una fiera scolpita, attraversando tutta la struttura, e incorniciata da due arcate ogivali in pietra.